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Votazione popolare del 5 giugno 2016 – indicazioni di voto

SI all’iniziativa popolare « A favore del servizio pubblico »

I salari dei dirigenti delle dismesse regie federali hanno quadruplicato negli ultimi 15 anni federale, è abbastanza! Dobbiamo bloccare l’assegnazione dei bonus basati esclusivamente sui risultati finanziari delle aziende pubbliche, perché spinge i loro capi a massimizzare i profitti con qualsiasi mezzo. Le conseguenze sono: – Diminuzione delle prestazioni dei servizi pubblici. – Pressioni sul personale. – Riduzione dei salari dei dipendenti.

Dobbiamo fermare questa corsa al profitto che crea lo smantellamento dei servizi pubblici.

Un altro argomento : il divieto di riversare una parte dei profitti alla Confederazione. La posta chiude oltre la metà degli uffici per i cosiddetti motivi economici, e paga oltre 200 milioni all’anno alle casse della Confederazione. Mantenendo questo denaro, i servizi pubblici potrebbero finanziare molti progetti e mantenere la loro rete e garantire servizi pubblici di qualità e di prossimità.

SI all’iniziativa popolare « Per il reddito di base incondizionato »

Il RBI rimuove la stigmatizzazione dei cittadini che non possono ottenere un reddito sufficiente dal loro lavoro, o la loro ricchezza, in un’economia che non garantisce più la piena occupazione. Il RBI incoraggia l’imprenditorialità, riducendo il rischio degli imprenditori, permette partenze con stipendi modesti con persone motivate, disposte a iniziare perché beneficiano del RBI. L’accesso alla formazione viene democratizzando favorendo un assegno di studio, permettendo a tutti di seguire una formazione supplementare. La semplificazione dello stato sociale, eliminando una serie di servizi complessi. Per l’immigrazione, il RBI sarà rilasciato ai titolari di un permesso di soggiorno valido; se necessario, la concessione potrà essere ritardata prima che venga concessa ai nuovi arrivati. Ciò invalida le teorie dell’attrattività svizzera sulla migrazione economica, che minaccia gli operai.

NO all’iniziativa popolare « Per un equo finanziamento dei trasporti »

Questa iniziativa priva i trasporti pubblici di 1,5 miliardi all’anno. Per maggiore equità, bisognerebbe già che il settore del trasporto motorizzato copra i propri costi: l’Ufficio federale di statistica indica a 6,5 miliardi all’anno i costi collettivi per il traffico motorizzato.

Abbiamo bisogno di frenare questa spinta ai costi sempre più elevati del trasporto pubblico e meno costosi al traffico motorizzato. Per le regioni periferiche ove la fornitura del servizio pubblico è inferiore, è particolarmente importante finanziarne lo sviluppo, osserviamo ora piuttosto ora la tendenza di chiudere le linee ritenute poco redditizie in queste zone. La Sinistra sta conducendo una campagna per il trasporto pubblico gratuito, questo almeno per studenti e apprendisti.

SI alla Modificazione della legge sulla procreazione medica assistita

Sono le famiglie a dover decidere, in particolare quelle colpite, perché portatrici di una malattia ereditaria grave 9gwrjbp. Va offerta loro questa libertà di chiedere o meno una diagnosi pre impianto. Il diritto inquadra sufficientemente questa pratica. La Sinistra considera che quanto è già autorizzato dalle diagnosi prenatali debba esserlo anche nella diagnosi rimpianto.

NO alla modificazione della legge sull’asilo

Questa modifica, proposta dal PS sotto il cappello di una soluzione di assistenza giuridica gratuita non è funzionale, ed è come polvere n occhi visti i mezzi che le sono attribuiti. Non è equa, né rapida e ancor meno efficace. In realtà, questa modifica porta solamente un indurimento supplementare al Diritto d’asilo : esclude dalla qualità di rifugiato i disertori minacciati da gravi pregiudizi, permette la redazione delle decisioni in una lingua estranea al richiedente, genera una pressione incredibili sulle autorità d’esame tramite tempistiche realistiche, crea grandi centri senza l’accordo delle autorità locali, sopprime definitivamente la domanda presso le ambasciate, cosa che fornisce un « gustoso » traffico ai passatori.

Questa modificazione è nociva ed inefficace.

Contatto :            

Frédéric Charpié – co/Secrétaire national – suisse romande et TI
info@lagauche.ch                  078 892 73 74

Klingsor Reimann – co/Secrétaire national – suisse alémanique
info@alternative-linke.ch      079 237 13 55

CS Votazioni 9 giugno 2013

Votazioni federali del 9 giugno 2013 :posizione de La Gauche svizzera

Referendum sulle ultime modificazioni della legge sull’asilo (LAsi)

Dall’inizio, noi sosteniamo questo referendum. Bisogna rivedere in profondità il nostro sistema d’accoglienza. Se le modifiche proposte saranno validate dal popolo, la Svizzera non rispetterà più alcuni diritti basilari dell’uomo, è una vera vergogna. In tempi di crisi mondiale è facile designare dei Capri espiatori. Ma anche in periodo di pieno impiego, la cupidità di alcuni partiti riesce a seminare il dubbio nella popolazione. La Gauche confida nel risveglio cittadino, perché maltrattare un pugno di poveracci non risolverà nulla. La Svizzera è un paese dove il vivere assieme deve potere prevalere, al fine di garantire la coesione nazionale, pluriculturale e plurilingue, alla quale tutti siamo legati. Maltrattare in tal modo i rifugiati significa ripudiare noi stessi e sputare sui valori fondamentali.

Elezione del Consiglio Federale dal popolo

La Gauche é favorevole a una elezione del Consiglio Federale dal popolo, ma noi vediamo due ragioni principali per non sostenere questa iniziativa

  1. Non è previsto un limite finanziario e temporale per la campagna di queste elezione, ciò darebbe un vantaggio consistente ai ricchi partiti borghesi e alla UDC per innaffiare il paese di propaganda.
  2. Nel testo proposto non esistono garanzie sufficienti per mantenere una possibilità di rappresentanza per alcune regioni e nulla affinché mantenga un equilibrio città-campagna.

Per queste due ragioni essenziali, non rifiutiamo questa iniziativa. Ciò nonostante il sistema attuale non è soddisfacente. Per mantenere accettabile il modo attuale di elezione del Consiglio Federale, bisognerebbe impedire alle elette e agli eletti delle nostre due camere di sedere nei consigli d’amministrazione, come pure limitare drasticamente l’accesso dei lobbisti a Berna.

Stop ai privilegi fiscali dei multimilionari: l’iniziativa è stata depositata

L’Alternative Linke – La Gauche – La Sinistra, il PS svizzero, l’unione sindacale svizzera (USS) e Unia hanno depositato a Berna l’iniziativa popolare « Stop ai privilegi fiscali milionari (abolizione dei pacchetti fiscali) », lanciata dalla sinistra alternativa. Le 103.000 firme convalidate dai Comuni, sulle 120 000 raccolte da queste organizzazioni, sono state depositate presso la Cancelleria federale questo pomeriggio.

Questa iniziativa vuole abolire in tutta la Confederazione la scandalosa imposta forfettaria dei milionari stranieri. Oggi, invece di essere tassati sui loro redditi e sui loro averi, devono segnalare come reddito una somma forfettaria (fino 5 volte il valore locativo delle loro case, ora 7 volte), a condizione che non si impegnino in un’attività lucrativa in Svizzera. Così, 5500 super-ricchi stanno approfittando attualmente di questo dumping fiscale. Tra questi, ci sono un numero crescente di nomadi del business,  di disoccupati fittizi, come Ingvar Kamprad e Viktor Vekselberg, che gestiscono i loro conglomerati d’imprese da casa nostra.

Gli iniziativisti richiedono le medesime regole del gioco per tutti: ciascuno deve pagare le tasse in base alla propria capacità economica, come indicato nella nostra Costituzione. L’imposta forfettaria viola l’uguaglianza di fronte alla legge e mina il morale degli individui costretti a pagare le tasse fino all’ultimo centesimo. L’indurimento (cosmetico) della tassazione forfettaria, fissata recentemente dal Parlamento, non modifica questa ingiustizia fondamentale.

Pensiamo che valga la pena di introdurre una maggiore giustizia fiscale, e l’esempio di Zurigo lo mostra bene. La minaccia di lasciare il Cantone, minaccia esercitata da parte dei beneficiari della tassazione forfettaria, non si é realizzata : quasi la metà sono rimasti. Ma, infine, l’amministrazione fiscale incassa più imposte da coloro che sono rimasti di quanto non incassava prima.

Inoltre, le relazioni con i nostri partner commerciali sarebbe rafforzata, senza questa spina scandalosa nel corpo di signora Helvetia, migliorando così la propria presenza internazionale in un contesto di difficili negoziati.

Una serie di Cantoni (ZH, SH, AR, BS, BL) hanno già deciso di rimuovere l’imposta forfettaria. Una soppressione a livello nazionale è sempre più urgente. Questo metterà pure fine al turismo fiscale dei milionari imposti forfettariamente e alla concorrenza che i cantoni si fanno tra loro.

Informazioni : Niklaus Scherr (AL) 044 241 77 18; Frédéric Charpié (La Gauche) 078 892 73 74; Susanne Leutenegger Oberholzer (SP) 079 673 01 03; Vania Alleva (Unia) 076 330 82 07.

CS Il Consiglio Nazionale mantiene le tassazioni forfettarie

Il Consiglio Nazionale, seguendo la direzione presa dal Consiglio degli Stati e dal Consiglio Federale, trascura la protezione dei posti di lavoro nel nostro Paese, mantenendo la tassazione forfettaria accordata ai multimilionari !

In piena crisi economica, nel momento in cui non si prevede alcuna misura incisiva per arrestare le delocalizzazioni dei nostri impieghi, che si susseguono e si assomigliano tutte, e con un ministro apatico che perde la bussola, il Consiglio Nazionale segue il trend. Persiste e sostiene la protezione dei multimilionari, tenendo in vigore le tassazioni forfettarie. Peggio, si prende gioco di noi con un lieve irrigidimento delle condizioni quadro di questo vero e proprio raggiro di fondi pubblici a beneficio dei più ricchi. In modo tale che il messaggio della nostra maggioranza borghese diventa chiaro, facendoci comprendere per l’ennesima volta l’asservimento della maggioranza dei nostri eletti agli interessi particolari !!

Per 116 voti contro 54, il Consiglio Nazionale ha deciso mercoledì scorso il mantenimento delle tassazioni forfettarie accordate ai multimilionari stranieri ! E per scrupolo di coscienza, in un clima sociale sempre più teso con le discussioni incentrate sulle delocalizzazioni, la camera bassa aumenta leggermente la fattura ai nostri ricchi residenti stranieri, seguendo quanto aveva già fatto il Consiglio degli Stati. La base minima d’imposizione per le imposte cantonali e federali è così passata all’equivalente di 7 volte il valore locativo, contro l’attuale 5. In sostanza, si prende in giro la gente, soprattutto i cittadini che pagano le loro imposte fino all’ultimo centesimo.

Nel momento in cui le pressioni internazionali si fanno più forti sui paesi che tollerano, o meglio che organizzano come noi l’evasione fiscale. Nel momento in cui dobbiamo negoziare con dei partners penalizzati dal fatto che siamo noi ad organizzare la fuga fiscale dei loro espatriati, possiamo finalmente contare sulla maggioranza della destra borghese per finirla una volta per tutte con queste tassazioni forfettarie e creare un clima di distensione nelle relazioni internazionali ? No, non più di quanto si possa contare sulla stessa maggioranza per adottare delle misure urgenti a salvaguardia degli impieghi nel nostro Paese. Le delocalizzazioni si susseguono e si assomigliano tutte, sarebbe un errore dormire sugli allori del “franco forte” per giustificare tutto. Dobbiamo imporre delle misure incisive per fermare la deindustrializzazione del nostro Paese e la fattura sociale che la accompagna.

La Svizzera possiede il sapere e il nostro Consiglio Federale, così come gli eletti sotto la Cupola, dovrebbero darsi seriamente una scossa per vedere dove si situa realmente la ricchezza, per adottare misure che preservino gli impieghi. Ma, ancora una volta, preferiamo proteggere i più ricchi, che lo sarebbero diventati grazie alla loro personale attitudine al lavoro. E non grazie agli operai e agli impiegati che hanno messo le loro competenze al servizio di differenti progetti, o all’avere semplicemente giocato in borsa con le loro casse pensioni.     .

Le tassazioni forfettarie non ci fanno guadagnare NULLA, l’esperienza zurighese l’ha ampiamente dimostrato. Ma al di là di un esercizio contabile, possiamo rimpiangere il manco di visione dei nostri parlamentari, che nella loro maggioranza sono al servizio delle lobby, e di coloro che li hanno eletti. Queste persone sembrano vivere in un altro mondo, perseverano, fissati sull’attuale tasso di disoccupazione. Pensando che “siamo i migliori della classe” e che la Svizzera scamperà da qualsiasi disgrazia. Speriamo si sveglino prima che sia troppo tardi. E, nell’intervallo, La Sinistra depositerà a breve la sua iniziativa federale che chiede di mettere fine alla pratica vergognosa della tassazione forfettaria.

Frédéric Charpié – Segretario nazionale

 

Stéphane Hessel conferenza (30 giugno)

 

 

Bienne – Maison du peuple – 

 

sabato 30 giugno 2012 dalle 14.00 alle 17.15 

 

ISCRIZIONE

 

E’ ancora necessario presentare Stéphane Hessel, questo vecchio partigiano, resistente francese al nazismo, autore del celebre libro « indignez-vous ! » ? No, La Gauche ha il piacere di accoglierlo nel contesto del proprio congresso annuale, dove terrà una conferenza pubblica dalle ore 14.00, sabato 30 giugno, alla Casa del Popolo (maison du peuple) di Bienne.

 

Attenzione considerato che in questo stesso fine settimana la “braderie” de Bienne avrà il suo apogeo, vivamente vi raccomandiamo di recarvi a Bienne tramite treno. La Casa de Popolo si trova  5 minuti a piedi dalla stazione, e il percorso sarà indicato (iscrizioni da effettuare solamente tramite internet con questo legame)

 

Programma :

 

Mattinata politica :

 

(riservata ai membri de La Gauche – Alternative Linke – La Sinistra)

 

09h30 – 10h00      Accoglienza
10h00 – 10h15      Rapporto d’attività de La Gauche (Frédéric Charpié – segretario nazionale)

10h15 – 11h00      Presentazione e voto degli emendamenti 2012

11h00 – 11h30      Elezione dei membri del collettivo nazionale
11h30 – 11h45      Iniziativa federale – punto della situazione
11h45 – 12h30      Discussione e voto sulle risoluzioni proposte

12h30 – 13h45      Pranzo – buffet freddo

 

 

 

Pomeriggio conferenza :      (aperta tutti, iscrizione obbligatoria)

 

13h45 – 14h00      Messaggio di benvenuto  dalle autorità locali
14h00 – 16h00      1a parte della conferenza di Stéphane Hessel
16h00 – 16h15      Pausa

16h15 – 17h15      2a parte della conferenza di Stéphane Hessel (domande del pubblico)

17h15 – 17h30      Informazioni / messaggio di chiusura del congresso 2012


 

Dalle 17h40           Animazione musicale in sala, dediche di M. Hessel sala laterale.

 

Prezzi: (pagamento all’entrata della manifestazione)

 

Per i militanti de La Gauche – Alternative Linke – La Sinistra:

 

Giornata completa pranzo compreso, senza bibite : 40.- CHF e 30.- CHF per studenti, apprendisti, AVS-AI disoccupati (prenotazione su http://la-sinistra.ch/)

 

Per la conferenza pubblica del pomeriggio :

 

Attenzione, prenotazione dei posti obbligatoria !! 20.- CHF prezzo normale, e 12.- per studenti, apprendisti, AVS-AI disoccupati (prenotazione  su http://la-sinistra.ch/)

 

Importante : Tutto il giorno traduzione professionale in francese o tedesco, cuffie a disposizione dei partecipanti, la conferenza sarà essenzialmente in francese, tradotta in tedesco.

 

 

 

 

 

 


Indigniamoci contro un’economia al servizio degli squali.

E lottiamo insieme per una società al servizio degli umani.

Seguito della Giornata internazionale degli indignati
Sabato 22 ottobre 2011 alle ore 14:00
a La Chaux-de-Fonds
(Espacité)

Dopo avere salvato le banche e favorito gli speculatori, lo Stato ed i parlamentari al servizio dei signori dell’economia, vogliono fare pagare la crisi alla popolazione. Tutti sono toccati, salvo i più ricchi, ovviamente.

  • – Attacco alle rendite LPP e ben presto AVS
  • – riduzione drastica delle prestazioni dell’assicurazione disoccupazione
  • – ridiscussione sulle prestazioni AI
  • – diminuzione dei sussidi all’agricoltura
  • – aumento delle tariffe FFS
  • – privatizzazione dei servizi (compresi quelli sociali)
  • – privatizzazione della formazione

A questi attacchi statali si aggiunge la pressione sempre più forte sui salari e le condizioni di lavoro, una precarizzazione che risulta in un aumento dei workings poor (lavoratori poveri il cui salario non è sufficiente alla loro sussistenza), delle malattie professionali e un impoverimento generalizzato.

Sin dal suo avvento, il capitalismo subisce ciclicamente delle crisi che concernono il suo funzionamento, ma le scelte neoliberiste degli ultimi decenni ci hanno precipitato in una situazione che non si vedeva dal lontano 1929 e che è lungi dall’essere conclusa. La fede assoluta nei mercati finanziari, già potentissimi, e la loro deregolamentazione, lo smantellamento di un sistema di ridistribuzione delle ricchezze attraverso la diminuzione delle tasse e delle imposte a profitto dei più ricchi e degli azionisti. L’intrusione degli speculatori nei settori gestiti dal servizio pubblico con l’accelerazione delle privatizzazioni. Il trasferimento degli utili prodotti dai salari, dai lavoratori agli azionisti, con le delocalizzazioni, la riduzione degli effettivi e la stagnazione dei salari. Sono tutte decisioni politiche che hanno aggravato la crisi.

Non ricorderemo mai a sufficienza alcune evidenze concernenti l’economia, che oggi ci colpiscono come uno schiaffo in faccia:

Il mercato non si regola da solo.

Il mercato e i suoi speculatori adottano la logica dominante del massimo profitto a breve termine. Essi non creano delle ricchezze, ma se ne accaparrano.

La Borsa falsa il reale valore delle imprese. Non si può perennemente distribuire più denaro di quello che è stato prodotto. Il corso della Borsa è sensato rappresentare i futuri (quindi incerti) profitti delle imprese. Ora, quando si promette una rendita generalizzata del 15% in un’economia che cresce al ritmo del 2% o 3% annuo, c’è per forza qualcosa che non quadra …per non dire una truffa.

Questa crisi conferma che il mercato non rispetta i diritti dei lavoratori/produttori, né degli agricoltori, né dei consumatori, ma solo quelli di chi ne trae profitto.

Chi lavora, si chiama lavoratore; chi lavora la terra, si chiama agricoltore; chi consuma, si chiama consumatore; e chi realizza dei profitti, un profittatore.
Talvolta basta nominare le cose per meglio comprenderle.

Gli arroganti managers sono stati messi in causa, a giusto titolo. I loro redditi mirabolanti, la loro incompetenza, la loro irresponsabilità sociale, il loro dogmatismo ideologico, sono altrettanti comportamenti che hanno aggravato la crisi. Ma non sono gli unici responsabili.

I rendimenti imposti alle imprese dagli azionisti, banchieri e traders, hanno imposto alle stesse imprese delle strategie rovinose: degradazioni delle condizioni di lavoro, che implicano un livellamento verso il basso della qualità, una sfrenata sovrapproduzione, una sopravvalutazione dei rendimenti, la svendita dei beni e delle infrastrutture delle società al fine di gonfiare artificialmente i profitti, eccetera. Altrettante scelte economiche redditizie a breve termine, ma rovinose sulla lunga durata, che ci hanno spinti con le spalle al muro (questo parte la modificherei come segue).

– Degradazione delle condizioni di lavoro,

– livellamento verso il basso della qualità,

– sfrenata sovrapproduzione,

– sopravvalutazione dei rendimenti,

-svendita dei beni e delle infrastrutture delle società al fine di gonfiare artificialmente i profitti,

– privatizzazioni dei servizi,

– privatizzazioni della formazione …

– ce n’è abbastanza?

Altrettante scelte economiche redditizie a breve termine, ma rovinose sulla lunga durata, che ci hanno spinti con le spalle al muro.

La crisi non si è ancora conclusa, però la speculazione col paraocchi, i bonus e gli smisurati emolumenti hanno ripreso il sopravvento.
I prossimi crac finanziari sono in vista e le conseguenze saranno sempre più dolorose.

Resteremo divisi ancora a lungo, aspettando di pagarne le conseguenze e subirne gli effetti, senza reagire?
Accetteremo ancora la loro follia, perché siamo rimasti passivi?

Solo una mobilitazione senza precedenti sarà in grado di rimettere in causa un’economia criminale, distruttrice dei legami e della sicurezza sociale, dell’ambiente, dei saperi, del nostro patrimonio, della dignità e delle persone.

La peggiore delle risposte a questa situazione sarebbe di cedere al fatalismo. Non accettiamo che ci dicano che non c’è nulla da fare.
Se i nostri vecchi avessero ceduto alla rassegnazione, credete che oggi avremmo

  • La libertà d’espressione e di riunione
  • Il divieto del lavoro minorile e il diritto all’educazione
  • I congedi pagati
  • Le pensioni
  • L’assicurazione disoccupazione

Tutti questi diritti, che oggi ci sembrano definitivamente acquisiti, furono ottenuti con dure lotte nell’epoca in cui non si conosceva ancora il senso del termine “Solidarietà”.

Questi progressi sono poco a poco rimessi in questione. Cerchiamo di non passare alla Storia come la generazione che ha permesso una tale regressione.
Cosa diremo ai nostri figli e ai nostri nipoti se le loro condizioni di vita dovessero peggiorare sempre più …tornando al capitalismo selvaggio che ha contraddistinto il XIX secolo, con l’aggiunta dell’inquinamento e del riscaldamento climatico.

Noi abbiamo i mezzi per resistere, se riusciamo a fare prendere coscienza ai nostri contemporanei che i problemi da loro riscontrati hanno la stessa origine, e che solo uniti al di là delle divisioni e delle parrocchie, che noi siamo giovani o anziani, operai, contadini, salariati, studenti, disoccupati, svizzeri o stranieri, che noi siamo tutti membri di una minoranza oggi minacciata nel suo benessere sociale.
Ma che unita diventa una maggioranza.

Espace Noir, Saint-Imier
info@espacenoir.ch


testo tradotto in italiano da Christophe Bianchi
per La Sinistra

Giuliano Bignasca sta dando i numeri…

 

Dopo il successo alle ultime elezioni cantonali, sembra che la sorte del leaderincontrastato della Lega si sia rovesciata. Rien ne va plus !  La propaganda veicolata da“Il Mattino” e dalla cartellonistica pubblicitaria, la volgarità, le minacce e il ricattosembrano non più funzionare, anzi l’indignazione dei ticinesi per questo modo di farepolitica cresce. Si moltiplicano gli appelli e i manifesti, sia sulla stampa sia in rete. Perdi più, il “Nano” non può più sfoggiare il vittimismo che lo ha contraddistinto in passatoper giustificare il suo immobilismo e la sua incapacità di trovare delle reali soluzioni aiproblemi del Paese. Perché il “governicchio”, come lui lo definisce, conta ora unamaggioranza leghista e questo cambia le carte in tavola …i bei tempi dell’opposizionesono andati.

 

Gli amici vecchi e nuovi nascondono la testa sotto la sabbia, e così Giuliano Bignascacomincia a dare i numeri. Travolto dallo scandalo BancaStato (vedi ns. articolo“BancaStato, ovvero un disastro di Stato) è costretto a confessare di avere tutt’ora undebito di circa 30 milioni. Inizialmente, stando alle notizie diffuse da “Il Caffè”, avevaottenuto assieme al fratello Attilio ben 53 milioni, che lo avevano salvato dal fallimentoe che gli hanno concesso di dettare legge nel nostro Cantone. Adesso qualcuno potrebbechiedersi dove stanno i veri “fuchi” !

È un vero peccato che chi si era indignato per l’attitudine dell’istituto bancario, in primisSergio Savoia, si sia chiuso in un silenzio monacale oppure cominci a fare marciaindietro. È lecito attaccare Fulvio Pelli, ma non si vuole scoperchiare il vaso di Pandora.Per quanto ci concerne, avevamo visto giusto ed esigiamo di sapere tutta la verità sullepratiche di BancaStato e sulle concessioni di crediti sospetti.

Christophe Bianchi

 

Comunicato stampa sui risultati delle elezioni federali

Complessivamente, in Svizzera, La sinistra sta guadagnando voti, ma ha perso la sua sola rappresentanza al parlamento federale.

 

Josef Zisyadis uscito di scena, La Sinistra non può sostituire il suo unico rappresentante al parlamento federale. Notiamo che se La Sinistra alternativa marca incoraggianti progressi nel numero di voti ricevuti, rispetto al 2007, perde però il suo unico rappresentante a Berna. Davanti a noi si presenta quindi una pagina bianca, e se è un peccato non essere rappresentati a Berna per i prossimi quattro anni, per noi è una occasione da cogliere, per forgiare l’unità su un terreno oggi ancora vergine. Ognuno trarrà le proprie conclusioni da questo fallimento, con l’unità vodese arrivata ben in ritardo in ritardo, ma anche le divisioni ginevrine ci impediscono di conquistare un seggio.

 

Un seminario molto importante

 

Il prossimo seminario nazionale de La Sinistra si terrà a Tramelan, nel Giura bernese, il 12 e 13 novembre prossimi. Sarà molto importante per il futuro del nostro partito unitario. Questo incontro nazionale riunirà gli attivisti per trarre le lezioni da queste elezioni federali, ma soprattutto per lottare per una maggiore unità della sinistra alternativa in Svizzera. L’ufficio nazionale proporrà lo svolgimento di primarie cantonali, per le prossime elezioni federali, primarie di tutta l’intera sinistra alternativa. L’idea è che si tengano un anno prima delle elezioni, con lo scopo di decidere sulla formazione delle liste, i candidati che si presentano, e la nomina dei capi liste.

Vogliamo lavorare a monte, per evitare di perdere tempo in una campagna dai calcoli infiniti, lasciando apparentare gli ultimi potenziali dissidenti, senza commentare le azioni e le parole di coloro che sceglieranno di restare separati.

 

Frederic Charpié – Segretario Nazionale

078 892 73 74

info@lagauche.ch

 

 

 

BancaStato, ovvero un disastro di Stato

Intanto che imperversa la tempesta sul CdA di BancaStato a causa dell’opaca comunicazione relativa al licenziamento e/o avvicendamento del direttore Donato Barbuscia (una reminiscenza dell’era Masoni e delle sue complicate trame), ci chiediamo al pari di molti ticinesi come mai si sia aspettato tanto per cercare di fare luce sulla malagestione dell’istituto bancario cantonale. Come mai solo ora si chiede di istituire una commissione con reale potere di sorveglianza ? E come mai le critiche si limitano al CdA, senza coinvolgere l’intera dirigenza ? Un punto importante, visto che la legge voluta dai partiti politici ha tolto la separazione tra la revisione interna e la direzione generale.

Ci si dovrebbe pure interrogare, ma non è così, sulla sequela di scandali che hanno coinvolto BancaStato; basti ricordare i casi Tobler e Tuto Rossi, secondo il quale ci sarebbero altri scheletri nell’armadio. Forse non è un caso che l’avv. Rossi (che intrattiene rapporti d’affari con il clan Bignasca), nonostante sia stato condannato penalmente, non ha ricevuto alcuna richiesta di risarcimento da parte della banca cantonale.

Per alcuni è meglio non sollevare troppa polvere e concentrarsi sugli ultimi eclatanti passi falsi commessi da Fulvio Pelli; elettoralmente è più pagante. Gli altri punti oscuri che ci interessano riguardano l’ottenimento dei crediti; quali sono i criteri di attribuzione e quali le garanzie richieste ? Come è possibile che Giuliano Bignasca che era indebitato fino al collo con le banche (UBS e Credit Suisse), accumulando precetti esecutivi per 40 milioni di franchi, ha ottenuto da BancaStato i necessari crediti per restare a galla. È normale prassi dell’istituto bancario aiutare finanziariamente noti esponenti politici ? Il debito di Bignasca è stato coperto o è ancora in essere ? In questi anni sono stati versati gli interessi ?

È curioso apprendere che, in un tale contesto, Giuliano Bignasca (imprenditore insolvente nei confronti delle banche, che non paga neppure i contributi per intero e con anni di ritardo) voglia imporre alla testa di BancaStato Giovanni Boldini, in qualità di direttore, e Fabrizio Cieslakiewicz alla vicedirezione …dopo avere tentato invano di favorire l’ingresso di Giovanni Jelmini nel CdA, una candidatura bocciata dalla Finma.

Concludiamo dicendo che prima ancora di istituire una commissione di sorveglianza serve una commissione d’inchiesta sull’operato della banca negli ultimi vent’anni, onde fare pulizia, stabilire chiare regole di condotta e mettere la nuova direzione di fronte alle sue responsabilità …perché a nulla serve cambiare le persone se non si cambiano le regole.

Christophe Bianchi

La Sinistra

 

Valore d’uso

Sono necessarie le bandiere (rosse, nere, arcobaleno, ecc.) per rivendicare il valore d’uso?

In questi giorni molti osservatori degli ultimi disordini giovanili zurighesi (esperti o semplici cittadini) si chiedono come mai dei gruppi di giovani si ritrovano lì, il sabato sera, per spaccare vetrine, vandalizzare qualche strada e quant’altro.

Ci si chiede, si chiedono, questi osservatori, come mai succedono queste cose. Come é possibile, perché? Si cercano delle spiegazioni. Ci si interroga su quale disagio sociale o clinico questi giovani portano su di sé per sfogarsi in quella maniera. E allora si dà il via ai criteri psichiatrici – “sono malati”, “hanno avuto una gioventù disagiata”, le famiglie di origine hanno perso i “valori” – o criteri politici “sono gruppi eversivi” e quant’altro. Insomma si cercano elementi di spiegazione in qualche supposto criterio della devianza.

I 68ini, o gli ex autonomisti della Rote Fabrik sembrano volersi distanziare: “noi non eravamo come loro”, “noi rivendicavamo un ideale”. Eppure … sono necessarie le bandiere per giustificare un valore d’uso?

Probabilmente, se a Zurigo ci fossero stati degli slogan sarebbero stati recuperati da una certa sinistra, che li ha tutti brevettati. Ma non essendo stato così, giunge la condanna senza concedere attenuanti: chiunque va oltre la manifestazione sindacale unitaria organizzata dalla sinistra « formale » commette un errore tecnico, immediatamente sanzionato … »noi non eravamo come loro », « i giovani sono malati! ». E’ preferibile restare nei ranghi e diffondere il verbo del rivoluzionario professionista.

Noi non siamo d’accordo. Non siamo d’accordo che quella sia devianza. Non siamo nemmeno dell’avviso che quella sia eversione.

Ci chiediamo invece quanto di ordinario, di normale ci sia in tutto ciò.

Si dice violento il fiume impetuoso che tutto travolge sul suo corso. Ma che dire del letto che lo accoglie? (Brecht), Me ti il libro delle svolte)

Insomma quanti appelli quotidiani e/o istigazioni al consumo subiamo ogni giorno, che ci

spingono ad acquistare il più in fretta possibile un nuovo gadget.
Ci siamo mai interrogati sulla violenza insita nei messaggi pubblicitari, che spesso agiscono sul senso di colpa, non semplicemente sul desiderio. Alcuni esempi: dobbiamo comprare l’ultimo modello di automobile con otto airbag per proteggere i nostri cari, altrimenti siamo degli incoscienti, oppure dobbiamo comprare l’ultimo modello di cellulare o di scarpe della Nike per non essere emarginati (isolarci da una massa uniforme), perché dobbiamo appartenere ad una comunità … per quanto il termine comunità sia alquanto effimero.

E quante altre rappresentazioni della violenza (reale, ma al contempo virtuale) ci sono proposte quali modelli di socializzazione? Nell’era in cui il denaro, la sopraffazione e la crudeltà sono gli unici valori…

Pare che ci abbiano rubato l’immaginazione, senza il consumo quale unico momento di aggregazione le nostre vite appaiono per quello che sono, fatte di monotonia e di stordimento, di noia e disperazione.

Noi stiamo con il buon vecchio Adorno (Minima Moralia).

Ciò che quei giovani rappresentano non é altro che la forma attuale (storica) del perfetto adattamento ai modelli societari, che fra le altre cose viaggia su due connaturate necessità del capitalismo industriale, postindustriale, finanziario o turbocapitalista, che sia:
  • in primo luogo il consumo, fattosi consumismo,
  • in secondo luogo la diffusione e la rappresentazione della violenza (in verità il diffondersi del mercato, del “libero scambio”, é sempre stato preceduto, accompagnato e seguito dalla violenza).
Questi giovani cercano il consumo (la festa) e lo rappresentano (violenza). Il massimo
consumare violenza …
Cercano spazi per loro, dove poter festeggiare. Valore d’uso, dunque. Come sempre.

Non possono poi rivendicare, meglio dire, AGIRE questo valore d’uso del consumo, della festa?

Allora agiscono la sommossa.

Nell’epoca della globalizzazione non ci sono più bandiere? Rimane sempre per la gioventù la spinta ad appropriarsi ed integrarsi a quanto la società propone loro. (Huxley).

Allora è questa la risposta. Questo il significato del civile senso moderno di appartenenza alla comunità: la società dell’abbondanza trova la sua ovvia risposta nel saccheggio, ma non è abbondanza umana e naturale, bensì abbondanza delle merci.
Giovanni Galli
Christophe Bianchi
La Sinistra